Quando la materia sveglia i pensieri, il tempo, come dimensione costruita, allarga la sua cornice per farci entrare dentro i giorni. Questo sciamare di minuti che implode dentro la forma, si tira appresso la cornice. Quando l’opera è terminata, del tempo, non resta nulla.
E’ come se tutte le volte l’opera ti cambiasse l’indirizzo di casa. Il ritorno a quella che chiamiamo realtà è in qualche modo difficile perché il mondo che lasci ha la presunzione di non poter essere contenuto da quello che trovi. Questo inquieto passaggio per la metamorfosi offre le istruzioni per le strada da percorrere ma non le puoi leggere perché quando sei sulla strada di casa è sempre notte.


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