sabato 7 giugno 2008

Un regalo



Le meravigliose legature sulle viti nei campi
salice e giunco
sapienza e saggezza
voglio in regalo quelle.

Che sia l'acqua del pozzo
a lavarmi il viso.
Rivoglio lo stesso padre
e la stessa madre che ho avuto.
Tra tutti i sapori
mettimi da parte quello di un giorno di settembre
sotto l'albero di mele
poi quello delle fragole
piantate sul primo quarto dei lunghi filari.

Voglio ricordarmi gli ulivi
quelli ai quali ho dato un nome
riconoscere il sapore di zolfo
e quello del verderame sulle foglie.
Aiutami a pensarmi qui le volte che mi sentirò solo.

Da quale canestro
potrai mai tirare fuori un giorno di neve?
Che ci sia anche quello
in ricordo del manto bianco
incasellato tra i fili d'erba dello stradone.

Dei giorni di pioggia
fammi riassaporare il tepore della capanna
il suono dell'acqua sulla lamiera.
Che io sia ancora quello delle tacche sul muro
tracciate sopra la mia testa
da mio padre con un chiodo.

Lascia gli stessi fogli bianchi di sempre sul letto
e portali via pieni di parole
quando passerai da queste parti.



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