venerdì 13 giugno 2008

Prima che facesse notte




Un distillato di Luna
acceca questo contenuto desiderio di Sole.
Pelle scivolata sulle labbra
i polsi adagiati sul lenzuolo
che ha ricordi.

La stanza vuota dell’anima
rimbomba adesso
che non ci sono più i tuoi capelli sul cuscino.

In qualche modo la notte è tornata a vestirsi di cielo
e la scomparsa di quei fiammanti indizi
non fanno ricordare il giorno che hai salito le scale.

Gli occhi sanno invidiare le cose che ho avuto.
Anche gli addii lasciano sempre possedere qualcosa
che sia il pettine
O il batuffolo d’ovatta sul davanzale.

Nessun guardare fuori dalla finestra è guardare
se quello che cerchi è dentro.

In questo dividere gli occhi dal cuore
ci si sente orfani del filo che lega i sogni alla vita.

Non si è soli
la stanza è solo più grande
e il letto un ventaglio che si apre
sull’odore di caffè appena fatto.

Se le mie parole dovessero accontentare la pagina
dovrei dire che sono triste
invece è silenzio
respiro cullato
fragilità assorta
inchino alla vita.

Entrare ed uscire da un desiderio
è quello che fa un bambino
Quando entra ed esce da una scatola di cartone.

Grazie per essertene andata
prima che facesse notte.

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